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Realizzati con un solido meccanismo brevettato con forte propulsione, assicurano il funzionamento anche in condizioni difficili.

La traiettoria orizzontale del getto permette un ampio diametro di irrigazione in posizione capovolta

  • Diametro ugelli (mm): 1,5
  • Diametro coperto (m): 8,1
  • Portata (l/h): 120
Disponibilità: 95 Disponibile

Il Minirrigatore monogetto dinamico offre un ampio diametro di irrigazione, una distribuzione uniforme e prestazioni eccellenti.

Progettato per l’irrigazione di alberi maturi con ampia zona radicale. Ideale per l’uso sovrapposto in serra. 

  • Diametro ugello (mm): 1,5
  • Diametro coperto (m): 8,1
  • Portata (l/h): 120
  • Rosso
Irrigazione Giardino

Irrigazione Giardino - AgricolBio

Irrigazione giardino

Prima di parlare di irrigazione è fondamentale capire dove e come l’acqua si trova nel terreno. Inutile progettare un impianto se non è chiaro in che modo l’acqua è presente nel suolo e come viene resa disponibile alle piante.

Quella che chiamiamo “acqua nel terreno” non è acqua pura, ma un complesso liquido che contiene elementi nutritivi ed altre sostanze. In agronomia è chiamato soluzione circolante e occupa i micropori del terreno; i macropori invece sono coinvolti principalmente nei flussi gassosi.

Le piante utilizzano la soluzione circolante per attingere nutrimento e idratazione. Anche il potenziale osmotico può variare: non influisce direttamente sulla trattenuta idrica, ma interferisce con la capacità di assorbimento della pianta, cioè con la “forza” con cui riesce a sottrarre acqua dalle particelle di suolo circostanti.

Capire che l’acqua nel suolo non è “pura” e che la pianta deve “lavorare” per accaparrarsela aiuta a comprendere perché è così importante irrigare bene, senza sprechi e in modo quanto più uniforme possibile.

Dare al suolo la giusta umidità, evitando percolazioni (acqua non trattenuta dal terreno) e lisciviazione delle sostanze nutritive, è fondamentale per avere piante ben nutrite: belle nei giardini e produttive nei campi.

Irrigazione: obiettivo e perché è importante in giardino

Lo scopo principale di tutta l’irrigazione, inclusa quella per agricoltura e vivaismo, è distribuire una certa quantità di acqua con la massima uniformità, per garantire il quantitativo ottimale di umidità nel suolo utile a sostenere la miglior vegetazione delle essenze coltivate.

In che modo è possibile farlo? Controllando la distribuzione dell’acqua e riducendo al massimo lo spreco.

Perché irrighiamo il giardino pur non contenendo colture che producono reddito? Il ritorno dell’investimento di un impianto di irrigazione per giardino va visto in termini di valore estetico, decorativo e affettivo.

Fino agli anni ’00 si è prestata poca attenzione agli impianti da giardino capaci di fornire acqua in modo adeguato a tutte le tipologie di essenze (fiori, arbusti, alberi, tappeto erboso ecc.) e, allo stesso tempo, di controllare i volumi distribuiti per evitare sprechi o danni da eccesso o carenza.

In passato il sistema più utilizzato era il classico tubo di gomma comandato manualmente: non permetteva un controllo preciso delle quantità di acqua distribuite per unità di superficie e/o tempo, con scarsa tempestività nei periodi siccitosi e scarsa uniformità di distribuzione.

Un sistema di irrigazione ben progettato è essenziale per mantenere il verde rigoglioso e sano, risparmiare tempo rispetto ai metodi tradizionali e, spesso, ottenere un risparmio anche sul mantenimento del prato e delle piante.

Progettare e installare un impianto può sembrare costoso, ma se consideriamo i benefici in termini estetici e di ottimizzazione dei consumi, il discorso cambia. Progettare bene non è semplice: bisogna tenere conto di esposizione, natura del suolo (argilloso, sabbioso ecc.) e soprattutto della tipologia di piante da irrigare, che spesso nel medesimo giardino hanno esigenze molto diverse.

Per tutte queste ragioni, prima di progettare o installare un impianto è utile rispondere a una domanda chiave: quale tipo di impianto è meglio adottare?

Tipologie di Irrigazione per Giardini: pro e contro

Ecco i principali tipi di sistemi di irrigazione per giardini, con i rispettivi vantaggi e svantaggi.

1. Irrigazione a goccia

L’irrigazione a goccia fornisce acqua direttamente in prossimità delle piante tramite tubi perforati o gocciolatori. Appartiene alla microirrigazione (irrigazione localizzata a microportata) ed è largamente impiegata per piante che non tollerano bagnature di foglie e fiori, siepi e alberi ad alto fusto.

I sistemi a goccia più utilizzati in giardini e impianti professionali includono:

  • Ali gocciolanti con gocciolatori coestrusi (inseriti in fabbricazione)
  • Manichette leggere con gocciolatori piatti coestrusi
  • Ali gocciolanti con gocciolatori installati manualmente su tubo PEBD
  • Spruzzatori a gittata medio-piccola (in alcune applicazioni vicini alla microirrigazione)
  • Nebulizzatori per creare micro-nebbia (serra o condizioni specifiche di umidità/temperatura)
  • Astine gocciolanti per microtubo in PE (tipiche del vivaismo)
  • Microtubi capillari a rotolo o pretagliati (spesso in vivaio)

In genere, le ali/manichette con gocciolatori coestrusi sono ideali per siepi e aiuole con piante equidistanti o punti irrigui fissi; i gocciolatori “puntuali” sono invece adatti a piante isolate o filari con esigenze idriche specifiche (anche elevate).

La lunghezza massima ammissibile di una linea gocciolante dipende da portata del gocciolatore, pressione in ingresso e sezione del tubo (spesso 16 o 20 mm).

Vantaggi:

  • Elevata efficienza idrica: acqua vicino alle radici e volumi più controllabili.
  • Controllo delle malerbe: crescono soprattutto dove arriva acqua.
  • Bassa pressione di esercizio.
  • Costi materiali e installazione spesso contenuti.

Svantaggi:

  • Richiede acqua molto pulita: necessario un buon filtro a monte.
  • Manutenzione: controlli per evitare ostruzioni dei gocciolatori.
  • Gestione calcare e depositi: possibile pulizia con acidi (es. acido nitrico) in casi specifici.

Adatto per: aiuole, orti, piccoli giardini e aree con piante sensibili.

2. Subirrigazione

La subirrigazione è una variante evoluta della goccia superficiale. È riconducibile alla microirrigazione, ma merita attenzione a parte per il diverso posizionamento e gestione delle linee, soprattutto in relazione a manutenzione, filtraggio e progettazione.

3. Irrigazione a pioggia

L’irrigazione a pioggia simula la pioggia naturale tramite irrigatori posizionati in punti strategici. È applicata a tappeti erbosi, colture ortive in pieno campo e anche piante in serra.

I principali elementi di un impianto a pioggia sono:

  • Gruppo motore-pompa (se necessario) per derivare e immettere acqua in condotte sotto pressione
  • Rete di tubazioni (singola o ramificata) fino agli irrigatori
  • Irrigatori per distribuire acqua sulla superficie da irrigare

Gli impianti a pioggia per giardini si distinguono in fissi, semifissi e mobili.

Gli impianti fissi hanno rete permanente (spesso interrata tra 0,3 e 1 m, ma anche esterna o aerea). Richiedono un investimento iniziale più alto, ma riducono manodopera e possono aumentare il valore estetico (es. irrigatori a scomparsa). Possono essere automatizzati con elettrovalvole, programmatori e sensori (pioggia, umidità, vento, gelo) e gestibili da app.

Gli impianti semifissi derivano acqua da una rete fissa e alimentano ali piovane mobili spostate manualmente o con sistemi meccanici. In giardino, questo approccio può essere usato per spostare irrigatori tra settori e aiuole.

Gli impianti mobili usano sistemi di srotolamento/raccolta dei tubi trainati: economici ma macchinosi e, in alcuni casi, possono causare danni meccanici alle piante per l’elevata intensità di pioggia.

Vantaggi:

  • Copertura di grandi superfici con pochi irrigatori
  • Facile regolazione per esigenze diverse
  • Nei giardini, con testine e progettazione corretta, elevata uniformità
  • Possibilità di gestione centralizzata via app
  • Ottimo per giardini di ogni dimensione e, in ambito professionale, per colture estensive

Svantaggi:

  • Maggiore perdita d’acqua per evaporazione
  • Perdita per deriva causata dal vento
  • Bagnatura di foglie e fiori (rischio malattie fungine)
  • Pressione di esercizio generalmente più alta

Adatto per: prati, grandi giardini e spazi aperti.

Sezione 2: Selezione del Sistema di Irrigazione

La scelta del sistema di irrigazione più adatto dipende da vari fattori. Ecco alcuni suggerimenti pratici.

1. Tipologia di terreno

  • Terreni sabbiosi: irrigazioni frequenti con piccoli volumi (alto rischio percolazione).
  • Terreni argillosi: irrigazioni più diradate ma abbondanti.

2. Esigenze delle piante

  • Radici profonde (alberi, arbusti): goccia permanente (ala gocciolante o gocciolatori a bottone). Automazione consigliabile, sensori consigliabili.
  • Erbacee annuali e fiori: goccia “semovente” per interventi colturali e trapianti. Automazione consigliabile se impianto già automatizzato.
  • Tappezzanti arbustive prostrate: goccia con ala autocompensante disposta a serpentina. Valutabile anche pioggia “economica” (attenzione a vento/deriva).
  • Tappeto erboso ad alto valore estetico: impianto a pioggia con irrigatori statici o a turbina per massima uniformità. Automazione indispensabile, sensori consigliabili.
  • Prati ricreativi e parchi: pioggia con irrigatori a battente per buon compromesso costi/resa. Automazione consigliabile, sensori consigliabili (attenzione vandalismi).
  • Tappeto erboso sportivo: pioggia con irrigatori a scomparsa ad ampio raggio, gestione con software e sensori in suolo (umidità, conducibilità elettrica EC, ecc.).

Consigli utili

  • Calcola le esigenze idriche in base a clima, esposizione, ore di luce ed evapotraspirazione.
  • Considera la tipologia di essenza: un prato di microterme ha esigenze diverse da un filare di rose o da un oliveto.
  • Valuta microclima e zona geografica: stesso prato, esigenze diverse tra Piemonte e Sicilia.
  • Analizza il suolo (chimica e fisica): un argilloso trattiene più di un sabbioso.
  • Dimensiona correttamente l’impianto: troppa acqua può causare asfissia radicale e malattie, poca acqua porta ad avvizzimento e stress.

Sezione 3: Componenti del Sistema di Irrigazione

1. Timer / Centralina / Programmatore

Funzione: automatizza frequenza e durata dell’irrigazione.

  • Alimentazione: 9 Vdc, 24 VAC, ecc. (varia per modello e impianto).
  • Comunicazione con valvole: cavo multipolare/unipolare, solenoidi Bluetooth o sistemi radio in impianti complessi.
  • Interfaccia operatore: tasti/display o app smartphone (centraline Wi-Fi o Bluetooth).
  • Resistenza agenti atmosferici: modelli da interno o esterno (con protezione e grado IP adeguato).

Consiglio: scegli il programmatore in base a funzionalità e gestione reale dell’impianto, non solo al prezzo.

2. Tubi

Funzione: trasportano l’acqua dal punto di alimentazione agli irrigatori/gocciolatori tramite collettori e settori.

  • Tipologie: PE BD (bassa densità) o PE HD (alta densità).
  • Pressione nominale (PN): PN4, PN6, ecc. in base alle esigenze idrauliche.
  • Nota: in Europa raramente si usano tubi PVC per interramento; negli USA sono molto diffusi.

Consiglio: utilizza tubi resistenti ai raggi UV e adeguati a pressione/portata del tuo impianto.

3. Irrigatori e nebulizzatori

Funzione: distribuiscono acqua secondo portate/pressioni, con raggio di bagnatura fisso o regolabile.

  • Irrigatori a battente
  • Irrigatori statici a scomparsa
  • Irrigatori VAN (raggio/angolo regolabile)
  • Irrigatori dinamici o a turbina
  • Irrigatori “rotativi” (pressione più bassa, alta uniformità)

4. Filtri

Funzione: evitano ostruzioni da particelle organiche e detriti inorganici.

Consiglio: scegli il filtro in base alla qualità dell’acqua e al sistema alimentato. Per gocciolatori è spesso utile una filtrazione spinta (es. 120 mesh). In ogni caso, installa almeno un filtro a monte.

5. Valvole

Funzione: controllano il flusso nelle diverse zone del giardino.

  • Valvole e saracinesche (manuali)
  • Elettrovalvole (elettriche)
  • Idrovalvole (idrauliche)

Consiglio: usa valvole a zona per personalizzare irrigazione per settori.

Sezione 4: Installazione e Manutenzione

Progettazione e installazione

  • Pianifica: disegna una mappa del giardino e identifica le aree da irrigare.
  • Scegli il sistema: in base alle esigenze del giardino, opta per l’impianto più adatto.
  • Posiziona i componenti: installa tubi, irrigatori/gocciolatori e programmatore seguendo il progetto.
  • Collega il sistema: verifica che le connessioni siano ermetiche per evitare perdite.

Manutenzione

  • Controlla regolarmente tubi e raccordi per perdite o ostruzioni.
  • Pulisci i filtri per garantire un flusso costante.
  • Testa periodicamente il sistema per verificare uniformità e corretto funzionamento.

Un impianto ben mantenuto migliora la salute del giardino e riduce gli sprechi idrici, contribuendo a una gestione sostenibile del verde domestico.

Pianificazione dell’irrigazione

Per evitare errori è indispensabile strutturare un piano base di irrigazione, impostando durata e frequenza per ogni settore del giardino o appezzamento. È un’operazione complessa perché dipende da molte variabili:

  • Tipo di coltura: in un giardino ci sono essenze diverse con richieste idriche diverse; in monocultura le variabili principali sono suolo e pendenze.
  • Temperatura: in genere più temperatura = più acqua, ma attenzione a giornate piovose calde (utile sensore pioggia).
  • Struttura chimico-fisica del suolo: determina la capacità di infiltrazione e la permanenza dell’acqua.
  • Umidità del suolo: l’obiettivo è mantenerla stabile e ottimale alla coltura (sensori utilissimi).
  • Disponibilità d’acqua: calcola quanta acqua serve per ogni adacquamento per non interrompere i cicli.

Esempio (caso reale):

  • Luogo: Riesi (CL) - Sicilia
  • Coltura: miscuglio di microterme
  • Dimensione: 820 mq
  • Calendario: Luglio 2024
  • ETP Luglio: 6 ≤ 7 mm (dati riferiti ai bollettini anno 2024)

Domande frequenti sull’irrigazione

1. Quanto costa un impianto di irrigazione a goccia per giardino?

Il costo può variare in base a dimensioni, tipo di sistema e complessità dell’installazione. In modo approssimativo, un sistema base per un piccolo giardino può costare tra € 500 e € 2.000.

2. Quanto costa un impianto irriguo a goccia per coltivazioni arboree estensive?

Dipende da variabili e tipologia di impianto. Per un impianto a goccia superficiale o subirrigazione con filtraggio professionale, il costo può essere tra € 2.000 e € 5.000 per ettaro, esclusi accessori (sensori, radio, fertirrigazione). Nella subirrigazione incide di più il materiale; nel superficiale incide maggiormente la manodopera.

3. Come si fa l’irrigazione del giardino?

L’irrigazione del giardino può essere fatta in diversi modi:

  • Irrigazione manuale con tubo in gomma
  • Irrigazione a pioggia con irrigatori
  • Irrigazione a goccia con ala gocciolante o gocciolatori
  • Irrigazione sottosuolo (subirrigazione) con ala gocciolante specifica

Il metodo migliore dipende da dimensioni, tipologia di piante e struttura del giardino.

4. Quando irrigare il giardino?

In genere il momento migliore è al mattino presto o al tramonto, quando le temperature sono più basse e l’evapotraspirazione è ridotta. Nel caso del tappeto erboso possono essere utili interventi brevi nelle ore più calde per abbassare la temperatura delle foglie.

5. Quanto spesso bisogna irrigare il prato in modo ottimale?

Nei mesi più caldi, in modo indicativo, si integrano circa 35 mm di acqua per metro quadrato a settimana. È un valore generico che varia in base a regione e microclima.

6. Come faccio a sapere se le mie piante hanno sete?

In un giardino o balcone puoi controllare con la mano se lo strato superficiale è secco, penetrando anche nello strato sottostante. Per tappeti erbosi ornamentali e sportivi e colture professionali, il consiglio è usare sensori (suolo/aria/temperatura) per irrigare in base alle reali esigenze idriche.

7. Quanto tempo impiega l’acqua a essere persa dal terreno?

Generalmente da uno a tre giorni. È il periodo in cui l’acqua rimane “legata” ai micropori; trascorso questo tempo (variabile in base a composizione del suolo e altri fattori) viene persa come acqua di percolazione.

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