Introduzione alla progettazione dell impianto irriguo del Tappeto Erboso

person Pubblicato da: Redazione AgricolBio list In: Impianti irrigazione Sopra: comment Commento: 0 favorite Colpire: 1384

Per innaffiare un prato servono... carta e penna o PC e conoscenze!

Prima di progettare un impianto irriguo interrato a servizio di un tappeto erboso ornamentale, sportivo o ricreativo è opportuno considerare tutti i diversi aspetti che lo compongono.

Infatti, le esigenze idriche di un tappeto erboso dipendono da moltissimi fattori, quali:

  • tipologia di prato: miscuglio di microterme? Miscuglio di macroterme?
  • temperatura atmosferica: influisce sui turni irrigui e sul miscuglio da impiegare
  • ETp: evapotraspirazione potenziale e media
  • caratteristiche fisico-chimiche del suolo: un terreno argilloso è poco permeabile, mentre un terreno sabbioso fa defluire l’acqua troppo velocemente
  • esposizione rispetto alla luce del sole
  • disponibilità idrica: quale è il volume di acqua che occorre per irrigare un dato appezzamento di prato? Quanta acqua ho a disposizione?
  • conformazione dell’area da irrigare, ossia la sua geometria e gli elementi che la caratterizzano
  • fattori climatici, come frequenza della pioggia e temperature medie della zona

Poiché le radici dell’erba sono poco profonde, l’irrigazione dev’essere frequente e non intensa (anche se a riguardo potremmo aprire parentesi infinite). Per prati di piccole dimensioni si utilizzano di solito irrigatori fissi, mentre per prati più grandi si preferiscono gli irrigatori mobili. Tuttavia, per capire le reali esigenze idriche e decidere la tipologia d’impianto, prima di eseguire la messa in opera è necessario studiare bene l’area da irrigare. Solo conoscendone tutte le caratteristiche puoi assicurare il giusto apporto d’acqua ed evitare sprechi.

 Impianto irrigazione

Progettazione dell’impianto

Per iniziare, devi disegnare una dettagliata planimetria dell’area in cui ricade il prato. Questa piantina dovrà riportare:

le zone da non irrigare, come i corselli o i marciapiedi;

i punti da irrigare in modo diverso dal prato, come aiuole, siepi o alberi.

Sulla planimetria vai a individuare le zone omogenee, per esempio quelle che hanno la stessa esposizione, o che possono essere irrigate in un determinato orario e non in un altro.

A questo punto puoi disegnare il tuo impianto. Anche per questa fase, infatti, è indispensabile pianificare su carta la disposizione dei tubi e degli irrigatori, solo così capirete di cosa hai davvero bisogno.

Lo schema dell’impianto sulla planimetria ti aiuta a verificare che non ci siano aree non raggiunte dall’acqua, o non irrigate a sufficienza. Devi quindi disporre gli irrigatori tenendo conto della loro portata, in modo che l’uno vada a coprire le aree lasciate scoperte dall’altro, ed evitando che l’acqua finisca dove non occorre (per esempio su eventuali pavimentazioni) o dove potrebbe essere inopportuna (per esempio su aiuole fiorite che dovrebbero essere irrigate al piede).

Solo a questo punto avrai tutti gli elementi per decidere quali sono gli elementi che comporranno il tuo impianto di irrigazione.

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